Padroni o possessori di dispositivi digitali?
Il mio telefonino mi infastidisce: nel silenzio fitto della notte, rotto solo dal ticchettare della tastiera del computer, lo sento lamentarsi emettendo un bip particolarmente fastidioso. Il bip serve a farmi sapere che in quell'angolo della casa, anche se le altre funzioni sono operative, il cellulare non può ricevere messaggi di testo push (notizie, borsa eccetera). Cose che io non uso, ed il cui mancato funzionamento non mi crea alcun problema, a parte il fastidio del gemito elettronico. Questo è solo un piccolo esempio di quello che l'elettronica commerciale, messa nelle mani di una manciata di monopolisti, ci riserva per il futuro: pagando bei soldi crediamo di diventare padroni di dispositivi prodotti anche con lo sfruttamento in paesi lontani, questo si sa; inoltre, sempre più spesso noi siamo solo i possessori dei vari apparecchi che ci hanno venduto, perché ormai è pratica comune che i software, tanto quelli tradizionali che quelli encoded nell'hardware, siano codificati non per rispondere ai bisogni (qui ci sarebbe da aprire una grande parentesi) di chi li possiede, ma alle esigenze di profitto di chi li ha costruiti e commercializzati.Se l'acronimo D.RM. (“Digital Rights Management”) non vi dice niente, è perché Microsoft, Apple e Sony finora hanno fatto di tutto per tenervene all'oscuro. Con questa sigla si indica una
Le tecnologie DRM dovrebbero essere considerato illegale perché grazie al loro impiego:
1- saranno sempre più le multinazionali a decidere che cosa fare con il nostro computer, quando, quante volte e a quali condizioni;
2- l'interesse dell'utente è secondario rispetto a quello del produttore;
3- tu diventi il nemico numero uno per il tuo computer, che si comporterà di conseguenza;
3- la sicurezza del tuo sistema è a rischio: DRM crea delle aree “proibite” nel sistema, con conseguenze imprevedibili sulla sicurezza (sono stati registrati casi di virus basati sul rootkit di Sony, tanto per fare un esempio)
4- il diritto di proprietà sui consumi culturali legalmente acquistati diventa relativo: infatti, la fruizione in tanto è possibile in quanto il produttore decide di manutenere il sistema. Se viene meno la manutenzione, cessa la fruizione, il tuo album, il tuo video, il tuo ebook… evapora
5- la democrazia è a rischio: infatti, i governi non sono immuni dagli effetti della DRM. Se infatti useranno sistemi operativi ed applicativi DRM, non saranno padroni dei dati e delle informazioni che riguardano il loro stesso paese; nello scenario più drammatico, il fallimento del provider di DRM potrebbe impedire definitivamente il loro accesso a tali dati ed informazioni.
Per le ragioni sopra esposte
1. Etichettatura obbligatoria degli apparecchi con DRM installato
2. Depenalizzazione della “circumvention” dell'applicativo DRM se finalizzata a scopi legali (in questo caso, la fruizione di un diritto): in Francia con la legge “Loi sur le droit d'auteur et les droits voisins dans la société de l'information”, chi commette una “circumvention” di DRM è penalmente sanzionabile
3. Fuori i DRM dall'arena politica
4. Servizi Pubblici per il pubblico: tutti i servizi pubblici devono essere disponibili per
Labels: diritti digitali

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