Ministri degli Esteri a confronto
David Miliband (nato nel 1965) Secretary of State for Foreign and Commonwealth Affair in Inghilterra. Massimo D'Alema (nato nel 1949), Ministro degli esteri italiano nell'attuale governo. Giovane, brillante e determinato l'uno, maturo politicante l'altro. Con l'espulsione di quattro diplomatici russi accuratamente selezionati, Miliband invia un chiaro segnale di insofferenza nei confronti dell'intollerabile arroganza dimostrata da Putin negando l'estradizione di Andrei Lugovoi, l'agente segreto russo sospettato dell'assassinio di Alexander Litvinenko. Benché un accordo del 1957 consenta alla Russia di rifiutare l'estradizione, la dura misura applicata da Londra come conseguenza al rifiuto è pienamente giustificata. Chi ha ucciso Litvinenko non si è servito di un sicario né ha procurato uno di quei tragici "incidenti" che capitano ai nemici dello Zar Putin, ma ha scelto una tecnica particolarmente dolorosa per la vittima ma soprattutto basata sull'impiego di un materiale (il polonio) che si può trovare solo nei magazzini di stoccaggio del governo di un paese: come in ogni omicidio di mafia che si rispetti, il killer ha voluto "firmare" l'esecuzione e magari dare anche un segnale sul movente. In secondo luogo, chi ha messo in scena la tragica pagliacciata ha messo a rischio la vita di migliaia di persone innocenti in una delle città più libere del mondo (Londra). Tutto ciò, ma non solo (si pensi a Cecenia, Politkovskaja e altro ancora) dimostra quanto il signor Putin rispetti il mondo libero e la vita degli innocenti che si interpongano tra lui e i suoi loschi affari. Pertanto la scelta di Miliband, oltre ad avere la mia piena ammirazione (per quello che vale) crea un importante precedente: i paesi liberi non tollereranno la condotta criminale di Putin e dei suoi compagni del KGB.
"On the Middle East, Mr Miliband indicated that there should be no relaxation of demands that Hamas must recognise Israel’s right to exist before there was full engagement with the international community.
Last week, Mr Miliband acknowledged that Hamas had played “a crucial role” in the release of BBC journalist Alan Johnston. But he said demands on Hamas set by the Quartet – the US, UN, European Union and Russia – “set a basic benchmark for being an engaged player”. “The first part of the bedrock of our approach is a commitment to a two-state solution.”
On Hamas’s refusal to recognise Israel, Mr Miliband said: “To suddenly say that there’s flexibility about one of the two states [Israel] having been there at all I think is not a sensible way of proceeding.”
Labels: caso italia, d'alema watch, russia, UK

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