flusso della coscienza (privo di freni inibitori)

9/17/2007

Ancora sulle idiozie di Pecoraro Scanio

Appendice alla triste vicenda di un ministro che alla conferenza sui cambiamenti climatici, indetta dal suo stesso gabinetto, si rende responsabile di (almeno) uno sfondone talmente clamoroso da certificare al mondo intero che non ha la minima idea di quello che dice e che pertanto non ha nessun titolo per a) dirigere un partito ambientalista; b) svolgere l'incarico di Ministro dell'Ambiente. In un'intervista telefonica resa stamattina a Radio 24, il prof. Gianni Mattioli, (ex?) compagno di partito di Pecoraro Scanio, lo difende: nel suo intervento alla conferenza il Presidente dei Verdi avrebbe infatti sostenuto che è la velocità del cambiamento climatico in Italia ad essere quattro volte superiore alla media mondiale e non l'aumento della temperatura rilevata... In una successiva dichiarazione di oggi, Pecoraro Scanio sposa questa tesi e, come ogni buon italiano, butta la colpa addosso ai giornali (quelli in malafede, s'intende) che lo hanno travisato: ma le sue patetiche bugie hanno le gambe corte. Basta infatti collegarsi su YouTube, dove il segmento incriminato del suo memorabile intervento è stato registrato, per verificare le sue esatte parole: "La temperatura in Italia è aumentata di quattro volte più che nel resto del mondo [pausa pensosa]: 1,4 gradi centigradi negli ultimi 50 anni mentre il mondo negli ultimi 100 anni è aumentato di 0,7 gradi". Anche a prescindere dal fatto che il dato sull'Italia nessuno sa da dove venga fuori, o si ammette che in Italia al riscaldamento facciano seguito fasi di raffreddamento, oppure parlare di velocità di riscaldamento e di riscaldamento tout-court a me pare la stessa cosa. Forse il nostro Paese, che ha sempre un qualche gap da recuperare, 50 anni fa era molto più freddo ad esempio della Francia; allora se non ci sono stati periodi di glaciazione intermedi, e se si ipotizza un andamento lineare del riscaldamento, l'unica conseguenza è che dovremmo la temperatura in Itala è aumentata di 2,8 gradi in un secolo fa: si ritorna dunque all'Immane Cazzata. Non vorrei che si pensasse che non mi piacciono i Verdi: al contrario. Solo, non sopporto di vedere quanto male si fanno da soli, e quanto gliene fa la pessima compagnia dei comunisti. Sigh!

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9/14/2007

A Pecoraro Scanio si è scaldato il cervello

Avendo bazzicato per un (breve quanto inconcludente) periodo nell'area politica verde, constatai l'estrema superficialità e la scarsissima preparazione tecnica del suo gruppo dirigente, che a me parve interessato più all'amministrazione opaca e squallida di equilibri di potere interni che alla costruzione di una vera alternativa politica per il Paese.
Il vero problema dei Verdi è quella potente nullità che risponde al nome di Alfonso Pecoraro Scanio, persona capace di spingere la sua arrogante spregiudicatezza fino al punto di "sistemare" in Parlamento il fratello Marco (ex calciatore ed attuale Vicepresidente della commissione Industria Commercio e Turismo). Forse Alfonso è abituato a sparare numeri a casaccio, ma nel suo intervento alla Conferenza nazionale sui cambiamenti climatici, nel quale ha sostenuto che in Italia negli ultimi 50 anni la temperatura è cresciuta a velocità quadrupla rispetto al resto del mondo, ha proprio esagerato. Prima considerazione ovvia, quasi banale: ma un personaggio pubblico che si imbatte in un dato tanto clamoroso non sente alcun obbligo nei confronti del pubblico, delle cariche dello stato rappresentate alla manifestazione, dei giornalisti? Per esempio, quello di verificare la notizia, metterla alla prova, prima di spararla in faccia a tutti? D'altra parte mi rendo conto che il dato abnorme, e il conseguente clamore suscitato dalla sua diffusione, possono essere una tentazione troppo forte per chi bada più alle emozioni che alla verità; del resto non è necessario essere dei premi Nobel per capire che un'entità politica non può manifestare un comportamento fisico tanto differente dal resto del mondo: basta un pizzico di buonsenso. Per tornare alla clamorosa toppa, credo che essa sia stata in parte causata dalla confusione tra gradi Celsius e gradi Farheneit: infatti, leggendo qua e là su internet, ho scoperto che in 100 anni la terra si è scaldata di 0.74 gradi (centigradi). Attenzione, però, perché sul sito della NASA si dice che in ottanta anni il pianeta ha visto aumentare la sua temperatura di 0.8 C, che corrispondono a 1.4 F. Arguisco che l'incauto abbia trovato una qualche statistica sul riscaldamento dell'Italia (espressa in gradi Farheneit) e la abbia confrontata con un dato sul global warming in Celsius. Questo spiegherebbe un valore doppio, non quadruplo; a questo punto deve essere stato commesso un secondo errore, magari si è tentato di confrontare quanto accaduto in due periodi temporali diversi, uno di un secolo circa e uno di cinquanta anni - ma sono solo ipotesi. Quello che trovo sorprendente è che nessun giornalista abbia messo alla prova la balla del ministro e lo abbia svergognato. L'insipienza sensazionalista di un Pecoraro e il silenzio conformista di una stampa... pecorona fanno un pessimo servizio alla causa del riscaldamento globale, che avrebbe bisogno di persone serie e di dati solidi.

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9/06/2007

Terrore nucleare

Qualcuno si diverte a giocare alla guerra: ma almeno stia attento a quello che fa. Il 30 agosto un B-52 americano, su cui sono state caricati per errore (per errore!) ben 6 missili nucleari, ha scorrazzato allegramente per i cieli degli Stati Uniti senza che nessuno se ne accorgesse.
Secondo il Financial Times, nel mese di giugno uno dei numerosi attacchi informatici effettuati da macchine dell'esercito popolare cinese ai danni del Pentagono ha finalmente avuto successo. Benché gli alti ufficiali si affannino ad affermare che con ogni probabilità (!) non sono state rubate informazioni coperte da segreto militare, inquieta il candore con il quale Richard Lawless (Lawless!!!) massimo ufficiale in carica per l'Oriente al momento degli attacchi, dichiara che questo "incidente" ha spinto i militari a focalizzare l'attenzione sul tipo di materiale che viene trasmesso attraverso posta elettronica non criptata. Riassumiamo: l'esercito americano impiega del personale talmente incapace da creare le premesse per un bombardamento nucleare dello stesso territorio degli Stati Uniti d'America; non sembrano esistere (o non sembrano funzionare a dovere) procedure di sicurezza per evitare simili incidenti; le informazioni top secret circolano su un qualsiasi software Outlook la cui solidità ed impermeabilità agli hacker sono ben note - brrrrr! Ora vado a letto: spero solo che domattina mi sveglierò e non sarà scoppiata l'Ultima Guerra Mondiale.

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La cazzata del secolo: aborto selettivo ed eugenetica

Il fatto di cronaca è noto: una signora incinta di due gemelle, di cui una con gravi malformazioni, decide di procedere ad un aborto selettivo, interrompendo la gravidanza del feto malato e portando a termine l'altra. Poiché però i due feti sono morfologicamente indistinguibili, la dottoressa che deve fare l'intervento commette un errore ed interviene sul feto sano. Solo dopo due mesi dopo questo triste evento i giornali cominciano ad occuparsene, non credo per caso: piuttosto c'è qualcuno che ha interesse a tirare fuori una notizia ad alto impatto emotivo per poter mistificare a piacimento e sollevare un gran polverone utile solo ai propri biechi fini (leggasi depotenziamento della legge 194 e possibilmente inizio di un percorso di criminalizzazione dell'IVG). Si scatena un putiferio, con i soliti preti a stracciarsi le vesti e una serie di personaggi ad evocare quella parola in odore di nazismo che eccita tanto le masse: eugenetica.
Io penso invece che:
1) quello che è successo a Milano è la storia lancinante di un errore medico - spezza il cuore, ma non è opportuno vederci niente più di questo. Se mai, in maniera empirica e un po' fredda si può pensare a fare ricerca per evitare che simili situazioni possano riproporsi in futuro (da profano, mi viene da pensare ad un marker che possa aiutare ad identificare il feto da eliminare - non so se sia possibile); 2) il fatto che in una gravidanza gemellare caratterizzata da un feto sano e da uno malato (esempio della barbara e crudele bizzarria della natura che pure tanti idolatrano) sia comunque possibile intervenire per consentire al feto sano di diventare un bambino sano e felice secondo me dovrebbe scaldare i cuori di gioia, anziché far sollevare le sopracciglia; 3) chi si scaglia contro il presunto scandalo dell'aborto selettivo o è in malafede o è del tutto idiota. Cosa vorrebbero questi signori? In prima istanza vorrebbero disporre del corpo e delle vite di tutti gli italiani, possibilmente rendendo di nuovo illegale l'interruzione di gravidanza e costringendo le donne a viaggi della speranza in Inghilterra. Ma in seconda ipotesi, ad essere del tutto coerenti, avrebbero preteso che la signora di Milano volontariamente interrompesse entrambe le gravidanze - del tipo: o tutto o niente... Più o meno come sostenere che una coppia che ha interrotto una gravidanza dovrà farlo ogni volta che si presenti una nuova gravidanza; 4) comunque chi ha fatto scoppiare il caso voleva creare smarrimento e sgocciolare veleno nelle orecchie dei sempliciotti e dei bigotti, e magari portare dalla propria parte qualche tentennone... e ci è riuscito! Per giorni la parola eugenetica è stata freneticamente battuta dalle agenzie e rivomitata dalla carta stampata. Al punto che si sono presentati puntuali i prelati a battere cassa, e il Ministro più incompetente del mondo (sentire intervista a Radio 24 per credere) Livia Turco ne ha approfittato per cominciare a parlare senza perifrasi di revisione della legge 194 - tanto era quello l'obiettivo, inutile nascondersi dietro ad un dito 5) se poi si ritiene che non esista un diritto a nascere sani e il diritto di un genitore ad avere un bambino sano, nonché il dovere (o per lo meno la libera scelta) di fare il possibile per evitare ad altri ed a se stessi inutili e laceranti sofferenze fisiche e mentali, e che sia legittimo tacciare di nazismo chi (come il sottoscritto) la pensa diversamente, ebbene allora io mi autodenuncio, sono per l'eugenetica! 6) una cosa mi sono sempre chiesto: ma perché la Chiesa desidera tutta questa sofferenza? Perché pretenderebbe (ma nessuno se la fila anche tra i baciabanchi) che venissero al mondo tutti i bambini possibili, meglio se deformi, incapaci, non desiderati, odiati, figli della violenza, impossibilitati dal buon dio a correre pensare giocare e forse perfino amare? Perché? Per speculare sulla loro sofferenza con le preghiere che biascicano nel buio delle loro cripte buie e deserte e con le loro "opere" di bene che rendono tanti bei soldini esentasse.

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9/04/2007

Marè: adesso siamo tranquilli

Sulla stessa pagina del Corriere che ospita l'intervista a Stigliz, troviamo un trafiletto nel quale Mauro Marè, docente universitario e presidente del MEFOP (Sviluppo Mercato Fondi Pensione, una società nata con l'obiettivo di far decollare la previdenza complementare nel nostro Paese) viene intervistato sul possibile rischio di trasmissione del contagio "subprime" ai danni dei fondi pensione. Il professore rilascia le seguenti, incredibili, dichiarazioni:
"Sui fondi pensione starei tranquillo - STAREI? (...) la bufera finanziaria (...) non avrà ripercussioni sul TFR dei lavoratori italiani trasferito ai fondi. (...) MA SULLA BASE DI QUALI DATI STA PARLANDO? Se alla fine verrà fuori che alcuni fondi pensione americani, olandesi o inglesi che hanno investito in subprime, subiranno perdite, il Tesoro dovrà prenderne atto rivedendo la normativa sugli investimenti". MA VA? E SE SUCCEDE PRIMA AD UN FONDO ITALIANO? Già ho avuto modo di constatare l'elevata professionalità e la grande trasparenza con cui viene gestito il fondo COMETA (Metalmeccanici); ma le rassicurazioni di Marè mi convincono che ho fatto la cosa giusta: manco una lira alla previdenza integrativa!

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8/18/2007

Finanza internazionale: situazione disperata, ma non seria

Da liberisti, crediamo nei liberi mercati. Liberi, appunto. Per questo mi fanno rabbia le iniziative della Banca Centrale Europea e della FED, che hanno calato le braghe terrorizzate dalla possibilità di una crisi sistemica provocata dall'ingordigia e dall'irresponsabilità dei soliti sospetti - gli hedge fund e le banche d'affari.
Primo: il peso dei derivati nella finanza globale sta diventando ridicolo. Si pensi, a titolo esemplificativo, che oggi si gestisce o si specula sul rischio di credito acquistando o vendendo contratti su indici di prodotti derivati sul rischio credito (ITRAXX per esempio): questo perché non essendo sempre disponibili obbligazioni con le caratteristiche desiderate dall'investitore, quest'ultimo si rivolge ad un contratto astratto (un indice su una serie di scommesse) che possa fare al suo caso. Un po' come un tizio che non trovando una donna, si soddisfi pienamente con il cyber-sesso.
Secondo: il caso LTCM (Long Term Capital Management) l'hedge-fund di Merton e Scholes (due premi Nobel!!!) che nel 1997 stava per creare una crisi globale se non fosse stato per la FED, che mettendo attorno al tavolo le più grosse banche USA, organizzò un prestito sindacato a suo beneificio, sembra essere stato dimenticato. La storia, evidentemente, non è più maestra di vita, almeno per qualcuno, che a quanto pare è sempre al di sopra e al di là di ogni regola di business e di vita civile.
Terzo: ho visto svariate presentazioni di banche d'affari aventi ad oggetto le cosiddette Asset-Backed Securities, prodotti strutturati costruiti a tavolino mischiando cartolarizzazioni di qualità eterogenea (alta, media, bassa) e mi sono sempre chiesto: senza credere nel dogma della transustanziazione finanziaria, come possono delle "fettine" di mutui non performanti ficcate dentro un silos che contiene mille altre cose poco comprensibili a mo' di ragù nella lasagna, diventare un asset AAA (che è un po' come dire Est! Est! Est!, per gli appassionati di vino dei Castelli). Io, mi sono meravigliato, ma le rating agencies, che, previo esborso di sonanti bigliettoni, mettevano il loro imprimatur su quelle porcherie, no. Adesso, però, lanciano alti guai e grida disperate di allarme.
Insomma, nonostante il precedente, gravissimo caso LTCM, in dieci anni la finanza non ha fatto che aumentare il grado di sofisticazione e di astrazione delle strategie e dei prodotti senza che i regolatori internazionali riposavano. Ancora oggi, ad esempio, un fondo scavezzacollo che si indebita per miliardi di dollari in yen per poi investire in derivati strutturati di credito denominati in altre due divise, può fare molti soldi - finché c'è liquidità in giro. Ma non appena la gente cominci ad avere paura, rimane bloccato, finché è costretto a smobilizzare le sue posizioni in perdita, creando collassi incrociati in mercati diversi per tipo e per divisa.
Certo, sarebbe molto bello vedere gli speculatori dei fondi e delle banche d'affari, vestiti di stracci, a chiedere l'elemosina per strada, ma prima che questo accada, intere paesi dovrebbero pagare per le loro irresponsabili sbruffonate. Per questo le banche centrali, appena sentono puzza di bruciato, preferiscono pagare loro il conto a questi idioti, iniettando liquidità sul mercato, di fatto consentendo loro di farla franca.
Insomma, gli speculatori (che poi, guarda caso diventano banchieri centrali, o viceversa - vedi Draghi e Greenspan) possono rischiare il tutto per tutto, tanto, se le cose vanno bene, e di solito lo fanno, diventaranno ancora più ricchi; se proprio le cose vanno male, sanno che c'è sempre una banca centrale che li soccorrerà più che altro per evitare guai peggiori ai propri cittadini. Alla faccia del rischio d'impresa, fondamento del capitalismo.

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8/12/2007

L'assassino reitera, il giudice dorme tranquillo

Mi spiace dovermi occupare di cronaca, e soprattutto essere costretto a trarre da questo esercizio conclusioni amare, ma ormai sono numerosi gli elementi che mi conducono a pensare che: a) le leggi italiane sono assurde; b) alcuni magistrati, nella migliore delle ipotesi, sono membri di una casta autoreferenziale di inaudita arroganza; b) in carcere ci finiscono troppo poche delle persone che dovrebbero starci a lungo.
Luca Delfino, mandato libero per l'omicidio della sua prima fidanzata (sgozzata con un coccio di vetro) dopo pochi mesi ha tagliato la gola ad un'altra donna: un fatto sconcertante. Ma non meno disturbante è la reazione del Procuratore Capo di Genova, che, intervistato da un giornalista mentre si gode le meritate vacanze, così commenta: "C'erano sospetti anche forti, ma non bastano per un arresto" - la questura di Genova l'aveva chiesto, paventando un rischio di reiterazione. Se da un lato è difficile ipotizzare una reiterazione senza una prova definitiva di colpervolezza, è pur vero che, a dar retta ai giornali, l'uomo era l'unico indiziato per il primo delitto ed era stato immortalato da una telecamera assieme alla vittima poco prima della sua barbara uccisione.
Ma sono altre le frasi inquietanti: "dispiace molto per quello che è successo, ma noi abbiamo fatto le nostre valutazioni, che, nonostante i fatti [un uomo che ho mandato libero un anno fa abbia sgozzato un'altra innocente, questo tipo di fatti] non cambiano. Non è giusto ragionare ex-post." Caro giudice, dice cose che forse saranno ineccepibili per gli aficionados delle masturbazioni mentali del diritto, ma io, uomo della strada penso invece che una decisione errata è una decisione errata, specie se quello sbaglio ha prodotto un morto. Lei è un uomo che emette giudizi, e qualche volta ha la fortuna e qualche altra volta ha la sfortuna di verificare presto se sono stati corretti o no: conviene approfittare di questa opportunità, per quanto possa talora essere doloroso. Utile sarebbe stato forse scusarsi con la madre della vittima con qualche semplice parola. Ma no, il signor giudice non sbaglia mai, anche quando la realtà gli sbatte sul naso come un boomerang. A proposito di boomerang. anche per questo giudice ci sarà un automatismo di carriera? Pagherà mai?

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8/07/2007

My bush would be a better president

A dispetto delle proteste degli attivisti dei diritti civili e con il voto favorevole di 57 Democratici nelle due Camere, Bush ha rubato un altro pezzo di libertà ai cittadini di tutto il mondo: poco prima della mezzanotte di sabato, infatti, il Congresso ha approvato il "Protect America Act", che, con il pretesto di aumentare la sicurezza e prevenire attentati, consente alle agenzie governative di intercettare telefonate ed e-mail senza preventiva autorizzazione preventiva dall'autorità giudiziaria. Intendiamoci, niente di nuovo, dato che subito dopo gli attacchi dell'11 settembre, George Bush ha emesso un ordine (segreto) che autorizzava la NSA a spiare i cittadini senza "formalità". Il fatto che una legge del 1978 vietava simili pratiche, l'autoproclamato "comandante in capo" non se ne curò più di tanto, anzi si dichiarò convinto che i poteri "straordinari" giustificati dallo "stato di guerra" gli davano il diritto "non scritto" di bypassare la norma (!). Anche se a gennaio Roberto Gonzales (Attorney General, la figura giuridica che rappresenta gli Stati Uniti d'America in tribunale, e consulente del Presidente) annuncia una verifica sulla legittimità della auto-autorizzazione bushiana, il tribunale chiamato a valutare il caso emette una sentenza salomonica, che di fatto ancora consente intercettazioni illegali. Fino a che un altro giudice lo dichiara illegittimo causando la chiusura del progetto. Ma il provvedimento cacciato dalla porta rientra in gran pompa dalla finestra, con la benedizione del Congresso e sostanzialmente potenziato nella sua carica liberticida, attraverso una legge confezionata ad hoc e votata zelantemente da cospiratori repubblicani e fremebondi democratici. Come osserva il Boston Globe, la nuova legge obbliga le compagnie telefoniche a mettere a disposizione del governo le proprie strutture, assicurando loro l'immunità se per caso venissero citate in giudizio da qualche cittadino imbufalito per violazione della privacy: questo è il primo passo indietro, dato che da fine 2001 a ieri le società di tlc partecipavano al programma solo volontariamente (ed infatti alcune sono state trascinate in tribunale dai clienti). Come se non bastasse, mentre prima era possibile spiare una persona solo se sospetto terrorista, spia o criminale, oggi può diventare oggetto di intercettazione (legale) "ogni comunicazione diretta a persone che ragionevolmente si ritengano essere localizzate fuori dagli USA": in altre parole, da sabato la NSA potrà registrare conversazioni ed e-mail se entrambe le parti si trovino fuori dagli USA, perfino se uno delle persone coinvolte è cittadino americano o se la chiamata o il messaggio di posta è smistato tramite un hub sul suolo americano. Lo scandalo del Boston Globe è abbastanza comico: spiare un Americano è un atto contronatura, ma ficcare il naso negli affari di Lorenzo e Pasquale è del tutto normale, anzi auspicabile.

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7/18/2007

Il perfetto italiano

Sono migliaia, che dico, milioni gli Italiani che hanno chiesto a Selva di non dimettersi. Ai quali sommessamente mi aggrego. Se pensiamo, infatti, che in Parlamento si debbano trovare persone che rappresentino l'Italiano medio, proprio non riesco a pensare ad alcun tipo antropologico di Italiano più paradigmatico dell'ineffabile senatore emiliano, così pieno di inventiva e allegramente ignaro del principio di non contraddizione.
Fatto Uno. Lo scorso 10 giugno, Selva, per aggirare le misure di sicurezza predisposte per la visita di Bush a Roma, finge un malore e si serve di un'ambulanza come di un taxi per raggiungere lo studio de La 7, dove è atteso ad un talk-show.
Fatto Due: Una volta in studio, prima si vanta in diretta televisiva della bravata, e poi esterna con la massima serenità che: a) ha effettivamente avuto un piccolo malore causato dai suoi problemi di cuore e una volta raggiunto l'ospedale San Giacomo, abbia poi deciso di farsi dare uno "strappo" fino a via Teulada; b) (preoccupato del fatto qualcuno dei suoi figli possa essere all'ascolto) sta benissimo; c) ha agito preda dell'istinto incoercibile di ogni buon cronista; d) ha fatto il "cliente misterioso" del servizio di emergenza, per verificarne il livello qualitativo. e) il servizio reso dall'ambulanza in fin dei conti poteva essere migliore, dato che è arrivato con oltre mezz'ora di ritardo In una successiva intervista radiofonica, afferma l'ardita tesi secondo la quale il fatto di apparire in un talk-show sia una delle prerogative istituzionali del lavoro del parlamentare (ma probabilmente quest'ultima perla gli è stata suggerita da un avvocato, preoccupato di far figurare il comportamento indecente del suo cliente come legato alle prerogative del suo status di parlamentare). A caldo Il cittadino comune, irritato dall'inarrestabile flusso di evidenza empirica della disastrosa frattura esistente tra paese reale e paese legale, prova ogni sorta di sentimenti di rabbia e frustrazione di fronte all'indicibile arroganza di Selva. Poiché sono sicuro che la condotta del "disonorevole" comporta un reato e vorrei vedere chi si potrebbe azzardare a sostenere che il comportamento delittuoso sia stato commesso nell'esercizio delle sue funzioni di parlamentare o per finalità ideali, dovrebbe essere incriminato (come capiterebbe a me nella medesima situazione). E' invece il suo partito, sopraffatto dall'imbarazzo, ad obbligarlo al beau gest delle dimissioni, presentate l'11 giugno. A freddo Selva ci pensa un po' di giorni e, una volta accertatosi che nessuno, nemmeno i camerata, è in grado di salvarlo in un'eventuale votazione sulle sue dimissioni, ieri le ritira. Qualcuno (dei loro) dice che il nostro Parlamento costa diverse volte quello che costa l'omologo organismo di paesi civili, ma che questo aggravio è giustificato dalla importante mole di lavoro effettuato dai deputati e dai senatori: orbene, sappiate che il nostro Selva ieri ha passato ben 30 minuti a spiegare agli "onorevoli" colleghi le ragioni che lo hanno spinto a ritornare sui suoi passi. Anche qui, la coerenza ed il rigore delle sue argomentazioni sono stupefacenti per sincerità e senso alto dello stato: a) sono stati i numerosissimi attestati di solidarietà dei suoi elettori veneti, terrorizzati all'idea che un assurdo caso di persecuzione politica possa condurre al suo allontanamento, a convincerlo al duro passo (si noti che è stato eletto a liste bloccate, cioè la "sua" gente non ha scelto lui, ma il suo partito; b) (poiché il suo seggio, qualora disgraziatamente dovesse separarsi dal suo annoso sedere, verrebbe attribuito ad un altro personaggio di AN, che dopo la trombatura, viene dato dai bookmakers pericolosamente vicino al centro-sinistra) Selva pronuncia l'altrimenti incomprensibile frase "un voto in meno del centro-destra è un giorno in più del governo Prodi" c) le intenzioni di Selva sono pure, in pratica ritira le dimissioni per evitare al Senato una brutta figura di fronte all'opinione pubblica: "Lo faccio per rispetto vostro. Se voi mi assolvete potrebbe sembrare la casta che si autodifende”. c) davvero imperdibile l'appropriata citazione di Mussolini, con cui Selva conclude il memorabile intervento.
Insomma, Selva ha dimostrato di essere un nostalgico ipocrita e opportunista oltreché un bugiardo patologico: dunque non è giusto che esca dal Parlamento.

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6/25/2007

Cronache marziane

Centoquindici infermieri del San Filippo Neri di Roma, intendendo protestare contro i turni a loro dire "massacranti", si mettono in "malattia": la struttura è costretta a chiudere 12 sale operatorie pur mantenendo operativo il presidio per la gestione delle emergenze (anche se è molto difficile credere che abbia funzionato regolarmente). Un tipico esempio della gestione della lotta all'italiana, i cui capisaldi sono i seguenti: 1) provocare il massimo danno possibile agli inermi e purtroppo spesso inerti cittadini - e qui si parla di ammalati! 2) rischiare il meno possibile in proprio - anche la paga di un giorno è troppo, e allora, via con la "malattia" 3) poter sempre contare sulla copertura del sindacato, che, pur condannando en-passant il metodo, si dilunga sulle ragioni di malessere che hanno causato la condotta delittuosa, di fatto giustificandola, o per lo meno, ammorbidendo il giudizio negativo sul metodo. Come dovrebbe finire la vicenda in un paese serio: licenziamento in tronco di tutti e 115 gli infermieri, seguito da denuncia penale per interruzione di pubblico servizio e magari anche omissione di soccorso; non la farei passare liscia neanche ai medici che apporrano la propria firma sotto le 115 certificazioni false. Il fatto è che così si fermerebbe l'ospedale fino a che almeno non si siano assunti e formati altrettanti lavoratori extracomunitari. Come andrà a finire: la faranno franca, come sempre.
Ieri notte alla Stazione Tiburtina di Roma, 200 pendolari sprovvisti di biglietto per l'intera tratta sono stati fatti scendere dal treno: a quel punto hanno inscenato una originale "protesta", occupando i binari e paralizzando completamente il traffico ferroviario di mezza Italia per circa otto ore. Non so niente della ragione che ha spinto questa marmaglia irresponsabile al suo atto scellerato, né mi interessa: di fronte alla barbarie, al menefreghismo e all'egocentrismo della solita minoranza impunita decisa a far scontare a quanta più gente possibile il proprio rodimento di culo, non ci sono, o non ci dovrebbero essere, attenuanti, giustificazioni, analisi di contesto a scopo giustificatorio. Trovo ineccepibile il comportamento di Trenitalia, che una volta tanto non ha calato le braghe davanti alla gente che pretente di viaggiare gratis (come pure fa regolarmente con i no-global); mi domando piuttosto come mai le forze dell'ordine non abbiano provveduto a sgombrare i binari magari rinfrescando i focosi viaggiatori con qualche getto d'acqua fresca. Come dovrebbe finire? Tutti denunciati per interruzione di pubblico servizio, e condannati in qualche modo a farsi carico di una parte anche simbolica degli immensi danni provocati (pensate che è dovuta intervenire la protezione civile con le bottigliette d'acqua per aiutare i malcapitati passeggeri divenuti ostaggio di questi imbecilli). Come finirà, invece? Crediamo di saperlo.
Morale: se dovete commettere un illecito, per quanto grave e dissennato, cercate di organizzarvi in tanti - vedrete che la farete franca.

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6/24/2007

Dalla parte di Israele, con la testa alta

Il Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Uniti, dopo estenuanti compromessi, sembra aver trovato un accordo sulle sue stesse regole di funzionamento (ci ha messo un anno, ma accontentiamoci). Questo organismo è nato circa un anno fa dalle ceneri della Commissione dei Diritti Umani dell'ONU, la cui credibilità è stata annientata dalle nazioni che la controllavano (tutte del blocco Asia-Africa-Paesi Arabi, e tutte con un'eccellente storia di diritti umani calpestati) che hanno profuso molti dei loro sforzi a richiamare Israele e a difendere la condotta di paesi come Sudan e Zimbabwe. Pare di capire che l'inizio non sia dei migliori e niente fa pensare che esista discontinuità rispetto alla precedente "gestione". Vediamo perché: 1. Cuba e Bielorussia vengono escluse dalla lista dei paesi sotto osservazione per presunte violazioni dei diritti umani; 2. la Cina (sì, sì la Cina) ha chiesto che le "sanzioni" vengano comminate dopo una delibera a maggioranza di due terzi, e non a maggioranza assoluta; 3. anche se molti paesi in via di sviluppo sono contrari alla pratica del "name and shame", continuano a fare un'eccezione quando si tratta di tirare le orecchie ad Israele, l'unico governo che finora ha subito critiche dall'agenzia. Non a caso, Israele (nella definizione di Territori Palestinesi Occupati) figura nella lista dei "cattivi" in buona compagnia: Haiti, Somalia, Repubblica Democratica del Congo, Sudan, Myanmar, Nord Corea.

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6/23/2007

Il sindacato protegge i fannulloni: dove è lo scandalo?

Tutto avrei pensato nella vita tranne che avrei provato mai simpatia per "evve-moscia-Cordero di Montezemolo". In questa fase della vita politica italiana, tuttavia, mi pare che sempre più spesso stia dicendo le cose che una gran massa di persone pensa, ma non osa pronunciare ad alta voce, per paura di apparire politicamente scorretta. Solo in un paese mediocre e incapace di sdegno di fronte ai privilegi di pochi a danno dei più la seguente frase può scatenare il pandemonio: "(il) sindacato" è sulla buona strada per "diventare espressione della pubblica amministrazione, dei pensionati e anche di qualche fannullone". Per quanto sia sgradevole e dolorosa, la diagnosi di Montezemolo è esatta: la pubblica amministrazione italiana, non solo lavora poco e male, ma riceve anche un rotondo aumento di stipendio, a spese di tutti noi. Il sindacato, pronto a tapparsi orecchie, naso e bocca di fronte ai veri problemi dei lavoratori, e permeabile a infiltrazioni estremistiche, è sempre molto sollecito nel difendere i "diritti" dei nullafacenti.

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6/17/2007

Santa Pippa

Mi permetto anche io di entrare nel merito del contenuto del regolamento sulle attività funebri e cimiteriali approvato a fine gennaio in Lombardia e balzato agli onori delle cronache solo recentemente grazie ad un articolo del Corriere della Sera, e commentato con maggiore autorevolezza da altri blog amici (biotetiche, metilparaben). In pratica, grazie alle "innovazioni" introdotte dal citato regolamento, ogni donna che abortisca in Lombardia dovrà obbligatoriamente riempire un modulo nel quale le si chiede se per desidera provvedere personalmente alle "esequie" o se invece preferisca delegare la struttura sanitaria. Come spesso accade in Italia, crudeltà, idiozia, intolleranza congiurano assieme per creare una situazione eversiva e paradossale. Punto primo: si parte dal presupposto che il feto abortito sia una persona; ne consegue logicamente che la donna che vuole o deve praticare l'interruzione di gravidanza, così come il personale medico e paramedico che la assiste sono assassini (per questo dico "eversiva"). Punto secondo: la donna che vuole o che deve abortire si trova di solito in una condizione psicofisica di indicibile stress, e di tutto ha bisogno fuorché di qualche mullah ipocrita le renda le cose anche più difficili e penose (e il mullah in questo caso è il noto teologo - bacia-culo-di-prete Roberto Formigoni). Punto terzo: il feto è una "persona" solo in Lombardia, nelle altre regioni, dove pure grazie alla chiesa e ai paraculi con il patentino di obiettori di coscienza, abortire è comunque un'avventura, per lo meno il feto è rimasto o "prodotto della gravidanza". Lancio un'altra idea: perché non fare il funerale anche al seme che viene emesso al termine delle lunghe sessioni masturbatorie cui si sottopongono i nostri politicanti?

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6/08/2007

Dalla parte della maestra

Leggiamo che una professoressa di Palermo ha obbligato un ragazzo, colpevole di atti di bullismo nei confronti di un compagno a scrivere cento volte la frase "sono un deficiente" - come nota di colore, rileviamo che lo sciocchino non è stato nemmeno a scrivere la frase, dato che sembra abbia riempito il quaderno di "sono un deficente"... In Italia, dove la carcerazione preventiva è la regola e la giustizia è il problema politico numero uno, si trova però un pm che condanna la professoressa a due mesi di carcere per "abuso di mezzi di correzione" (condanna sospesa). Alcune considerazioni: 1. il "bullo", ma chiamiamolo pure "deficiente", che mi pare meglio, può insultare a piacimento i compagni ed impedire ad un compagno di entrare nel gabinetto "perché gay, cioè femmina". 2. ma l'educatore che lo punisce merita due mesi di carcere 3. il genitore del deficiente può chiamare la professoressa "cogliona" o "testa di cazzo" (le agenzie non danno indicazioni univoce sull'epiteto ingiurioso adottato) ma la professoressa non può chiamare deficiente ... il deficiente 4. apparentemente, i Carabinieri di Palermo non hanno problemi più importanti che raccogliere il deprimente sfogo del genitore del deficiente, accettando la sua denuncia anziché invitarlo a farsi un giro 5. un pm di Palermo perde tempo, denaro, sporca carta e timbri per ipotizzare una misura di restrizione della libertà nei confronti di un'insegnante che ha solo fatto il suo dovere 6. il mammismo italico è il infame che muta in deresponsabilizzazione, perdita della dignità, assistenzialismo, lassismo, in tutti i vizi, cioè che fanno dell'Italia il paese sottosviluppato che è. "Cari professori miei, io vorrei che in giro ci fossero meno bulli del cazzo e più gay " La mia parte intollerante - Caparezza

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6/06/2007

Gente "di Sinistra": Sveglia!

Non mi interessa particolarmente che Visco abbia approfittato della sua posizione di potere al fine di coprire le malefatte dei membri del suo partito. Né che la maggioranza preferisca mettere la testa sotto terra per non vedere: abbiamo visto queste cose molte volte, purtroppo. L'ennesimo psicodramma politico mi ha fatto riflettere su una cosa a cui non avevo mai pensato prima: apparentemente è del tutto normale che un ministro, non desta scandalo il fatto che un Ministro redarguisca un generale della Finanza perché ha nominato un Capo di Stato Maggiore e un Sottocapo di Stato Maggiore senza prima aver consultato il suo partito. Si legga in proposito il testo della lettera di Visco a Speciale datata 16 marzo 2007 e (meritoriamente) pubblicata sul quotidiano forzaitaliota "Il Giornale": "Signor Generale, ho ricevuto la Sua lettera in data di ieri, con la quale mi informa della designazione del Capo di Stato Maggiore e del Sottocapo di Stato Maggiore. Ne prendo atto. Devo per altro ribadire nell'occasione che eventuali ulteriori ipotesi di designazioni dovranno avvenire solo all'esito di un preventivo e approfondito confronto sulle motivazioni delle stesse con l'autorità politica, cosa che, anche in questa circostanza, non è avvenuta". Vincenzo Visco Se questa è l'agghiacciante premessa, possiamo aspettarci, ad esempio, che un Ministro degli Interni rimuova un Capo della Polizia di idee politiche diverse dalle sue, per installarne un altro in modo tale che "certi" reati (o anche comportamenti che NON sono reati) debbano essere repressi ed altri no.

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